🍷ENOVINANDO🍷
IL CENTRO DEL VINO
Area ClientiLogin Iscriviti
In Carrello
Prezzi IVA inclusa
Il tuo carrello è vuoto
Non hai selezionato prodotti da acquistare!

Naviga nel catalogo per aggiungere prodotti al tuo carrello.
Area Clienti Iscriviti
Gravner
GRAVNER
 
Le sue vigne occupano circa 15 ettari, in parte in territorio italiano, in parte oltre il confine sloveno. Da molti anni l’etichetta Gravner è un simbolo di eccellenza, in particolare per quanto riguarda la sperimentazione di un metodo antico nella produzione del vino, quello di usare per la fermentazione e l’invecchiamento i Qvevri, grandi anfore di argilla rivestite di cera d’api e poi interrate fino al collo, seguendo una antica tecnica georgiana.
Negli anni Ottanta, da giovane viticoltore, come molti suoi colleghi aveva introdotto nella sua cantina strumenti moderni, tini di acciaio per la fermentazione e barrique per l’invecchiamento.
Dopo circa vent’anni, un viaggio negli Stati Uniti e una nuova consapevolezza: i vini che assaggia, così come i suoi, sono troppo simili tra loro, quasi “artificiali”, sembra che abbiano perso il contatto con la terra e con i suoi cicli naturali. Al rientro butta via tutti i tini d’acciaio, ricomincia un percorso alla ricerca di una viticoltura più rispettosa della natura e di un sistema di vinificazione che modifichi il meno possibile ciò che si ottiene in vigna, nel 2001 decide di puntare sulle anfore, riscoprendo un metodo tradizionale che è allo stesso tempo antichissimo e innovativo nel panorama vinicolo attuale. Tutto ciò gli ha portato fortuna, tanto che nel 2007 Josko Gravner è stato insignito del premio speciale di “viticoltore dell’anno”, assegnato da Slow Food e dal Gambero Rosso al Salone del Gusto di Torino.
Insieme a Josko nell’azienda lavorano la figlia, Mateja che si occupa della parte commerciale ed è spesso in viaggio per promuovere i vini, e il nipote Gregor, che lavora in azienda da circa un anno occupandosi di vigna e cantina. Oggi ad accompagnarci è Mateja, che conosce perfettamente tutte differenze climatiche e tutte le vendemmie degli ultimi anni, ci racconta dell’annata 2009, triste e faticosa dopo la scomparsa del fratello Miha a causa di un incidente stradale, e di quella del 2010 quando la botrite ha attaccato le piante di ribolla, arricchendo il vino di quei sentori unici che solo questa muffa nobile riesce a dare. Ci racconta dei prodotti biodinamici usati nei vigneti, del preparato 500, che è il preparato principale della biodinamica elaborato da Rudolf Steiner, che stimola e armonizza i processi di formazione dell’humus nel suolo. E del preparato 501, che viene spruzzato sulle piante per concentrare e potenziare le forze luminose proprie della silice.
Lentamente, con il passare degli anni, riduce il numero dei vitigni coltivati e oggi produce solo la ribolla gialla ed il pignolo, entrambi vitigni autoctoni del Friuli Venezia Giulia. I vigneti di ribolla si stendono ordinati davanti a noi, allevati ad alberello per permettere alle piante di essere più arieggiate ed avere una produzione limitata. Tra un vigneto e l’altro dei laghetti e qualche pezzetto di bosco, perché ci sia un ecosistema in equilibrio con molte varietà di fauna e di flora.
Dopo la passeggiata nei vigneti arriviamo in cantina e quando entriamo nella sala delle anfore i profumi, i colori, le sensazioni ci portano in un luogo senza tempo, anzi dove il tempo diventa uno strumento e il “non fare” è importante quanto il “fare”. Scopriamo che le uve di Ribolla, raccolte molto mature nel mese di ottobre, dal 2016 vengono fermentate con i raspi, dopo esser state pulite manualmente per togliere ogni acino non perfetto, per poi passare nelle anfore dove avverrà sia la fermentazione alcolica che la malolattica.
La macerazione durerà fino a marzo con frequenti follature effettuate manualmente. In primavera dopo la svinatura il vino passa in grandi botti per 15 giorni ed ancora in anfora per sei mesi. Nel mese di settembre viene messo ad affinare in grandi botti di rovere per 7 anni. Per il vino rosso il procedimento è molto simile, solo la fermentazione malolattica avviene in botte e non in anfora, e per le riserve il periodo di affinamento arriva a 14 anni.
7 anni di affinamento: è un periodo molto lungo e impegnativo per una cantina e ci si è arrivati con un lungo lavoro. Josko ha scelto questo intervallo di tempo perché rappresenta un ciclo vitale, il tempo che serve alle cellule umane per rinnovarsi completamente. Secondo il suo pensiero la fine di ogni ciclo vitale segna un passaggio importante nella vita di un uomo nella prima parte della sua vita. A 7 anni un bambino diventa un ragazzo, a 14 anni un adolescente, a 21 anni un uomo.

Gravner Vini | Vino in anfora | Azienda Agricola | Oslavia
 

Ruinjo Gravner 1994

521
Uvaggio: Merlot 95%, Cabernet Sauvignon 5%Anno: 1994
Disponibilità: Immediata
€210,00
Aggiungi al carrello